Storia e civiltà


La civiltà egizia ebbe origine sulle sponde del fiume Nilo pressappoco verso il 3100 a.c..

Le popolazioni che abitavano queste zone, dalle rive del Mediterraneo sino ai confini dell’attuale Sudan, vennero unificate sotto il regno del leggendario sovrano Menes.

L’antico regno era suddiviso in due zone: la terra rossa, Dsrt, ovvero il deserto, non considerato realmente parte dell’Egitto, e la terra nera, Kmt, il suolo della valle fluviale, reso fertile dalle inondazioni del Nilo.

A partire dagli inizi del quarto millennio, l’unificazione dell’Alto (a sud) e del Basso Egitto (a nord) vide la nascita del periodo dei faraoni: la civiltà fu fiorente, sia dal punto di vista delle conquiste militari che sul lato della scienza e della tecnica.

Gli antichi egizi furono abili costruttori ed architetti, eccellenti matematici e raffinati artisti.

Adoravano numerose divinità, che avevano maggiore o minore rilevanza a seconda della località geografica: questo fatto trae origine dalla segmentazione territoriale che divideva l’Egitto in Alto (la zona meridionale, più vicina alla sorgente del Nilo) e in Basso (la parte settentrionale, prossima al delta).

Tra le divinità maggiori si ricordano comunque Amon, detto anche padre di tutti gli dei, Ra, dio del sole e quindi vivificatore, e Osiride, padre di Horus, il dio falco.

Questa antica civiltà è tra le più interessanti e le più conosciute al mondo, soprattutto grazie ai tantissimi reperti che sono giunti fino a noi a testimoniarne l’antico splendore: tra tutti, le piramidi sono quelle che certamente ci affascinano di più, per la loro complessità e la loro imponente mole.

Esse, come ogni luogo di sepoltura nell’antico Egitto, sorgono sulla riva ovest del fiume Nilo: poiché nelle tombe, o case dell’eternità, venivano posti tutti gli oggetti di cui si poteva aver bisogno per perpetuare comodamente la vita nell’aldilà, gran parte delle notizie che abbiamo sull’Egitto proviene proprio dalle pitture, dagli scritti e dagli oggetti ritrovati in queste numerose sepolture, così come dai templi, dagli obelischi e dalle statue.

Fu solo nel 1822 però che si ebbe finalmente la decifrazione della scrittura geroglifica, ad opera di Jean François Champollion: le sue vaste conoscenze nell’ambito delle lingue antiche gli permisero di decifrare il testo che ricopre la Stele di Rosetta, ritrovata nel 1799 dai soldati di Napoleone presso Rashid (appunto, detta Rosetta).

Dopo la conquista da parte di Alessandro Magno, le dinastie tolemaiche e il dominio dell’impero romano, l’antico impero subì una lenta decadenza che lo portò ad avvicinarsi al cristianesimo, originariamente presente soltanto nella città di Alessandria d’Egitto.

La nuova religione si diffuse rapidamente in tutto il paese, tanto che infatti molti dei primi padri della chiesa provenivano dall’Egitto: è inoltre qui che si svilupparono le prime forme di monachesimo (al proposito si ricorda il monastero di Santa Caterina d’Alessandria ai piedi del Monte Sinai).

Oggi l’Egitto è una repubblica che ricalca il modello francese, con un presidente che ricopre anche le funzioni di capo dell’esecutivo: la religione più diffusa è quella musulmana, seguita dalla fede cristiana ortodossa copta, che in parte si è riconciliata con la Chiesa di Roma e si definisce cattolica.

La lingua più parlata è l’arabo, ma sono diffusi anche l’inglese ed il francese, anche se l’etnia egiziana è la più diffusa sul territorio con una percentuale del 98%: il resto della popolazione è composta da palestinesi e sudanesi, prevalentemente rifugiati politici.

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