Il monastero di Santa Caterina
Costruito per volere dell’imperatore Giustiniano e di sua madre Elena, il monastero di Santa Caterina è abitato ancora oggi da una piccola comunità di monaci che professano la religione greco-ortodossa.
Originariamente portava il nome di Monastero della Trasfigurazione, ma acquisì il titolo che mantiene ancora oggi quando al suo interno furono sepolti i resti di Santa Caterina d’Alessandria, martire nel IV secolo d.C.
La chiesa cattolica ha sempre nutrito dubbi circa l’esistenza di questa santa, escludendola tra l’altro dall’elenco ufficiale dei santi (per poi reinserirla nel 2002), ma ne ha comunque sempre concesso i festeggiamenti.
La fortificazione che protegge il complesso del monastero è stata eretta dai monaci per proteggersi dalle scorrerie dei briganti e di coloro che avevano in odio la religione cristiana: con la dominazione arabo-islamica, alla costruzione esistente venne aggiunta anche una moschea.
Per questo motivo, ancora oggi è affascinante vedere così vicini un luogo di culto cristiano ed una chiesa musulmana, in uno dei luoghi più significativi nella storia delle tre grandi religioni monoteiste.
All’interno del monastero vi sono un ossario, icone realizzate con la tecnica dell’encausto (tipiche del periodo bizantino) e una splendida biblioteca, seconda solo al Vaticano per l’importanza dei testi antichi che sono conservati al suo interno.
Dal febbraio del 2002 è stato allestito, in alcune delle stanze del complesso, un piccolo museo che espone oggetti di arte sacra cristiana, tra cui libri di preghiera finemente decorati, pagine di una Bibbia datata al IV secolo d.C. e oggetti vari realizzati in materiali preziosi.
Il monastero si trova a poca distanza dalla zona turistica di Sharm el-Sheikh, ad un’altitudine di circa 1500 metri: vi si giunge in jeep o autobus.
L’ingresso al museo è consentito tutti i giorni, esclusi venerdì e domenica, più le festività religiose: è previsto un biglietto di ingresso che ammonta a 10 lire egiziane.