Sharm el-Sheikh
La città di Sharm el-Sheikh nacque in origine come piccolo villaggio di pescatori: la sua strategica posizione geografica, che la vede a ridosso del Monte Sinai e prospiciente il Golfo di Aqaba sullo stretto di Tiran, divenne fondamentale quando il governo egiziano decise di renderla una importante base della marina.
Nel 1956, a seguito della Guerra dei Sei Giorni, Sharm fu occupata da Israele, che la restituì all’Egitto soltanto nel 1982 a seguito del trattato di pace Israelo-Egiziano del 1979.
Al posto di Sharm el-Sheikh, durante l’occupazione israeliana, esisteva la città di Ophira, il primo tentativo di orientare l’intera zona della penisola del Sinai verso il turismo balneare; dal 1982 il governo egiziano, una volta riavuta la città di Sharm el-Sheikh, ha incentivato lo sviluppo delle strutture turistiche, badando contemporaneamente a limitare il più possibile i danni all’ambiente, soprattutto alle splendide barriere coralline che si trovano nei dintorni.
Sharm fa parte del Governorato del Sinai Meridionale, che include anche Dahab e la città di Taba.
Quasi tutte le persone che lavorano qui provengono da altre parti dell’Egitto: nello specifico, la maggior parte di loro viene dal Cairo, poiché in realtà non esiste più una autentica popolazione originaria di Sharm. Così come qui, anche a Dahab, Marsa Alam e in altre località turistiche del Mar Rosso sarà frequente che gli operatori turistici non siano originari del luogo.
Arrivare a Sharm el-Sheikh è semplicissimo oggi, grazie ai numerosi voli charter che partono da tutta Italia; l’aeroporto internazionale si trova a chilometri dalla città, raggiungibile comodamente con i pulmini messi a disposizione dai tantissimi resort della costa.
Sharm è praticamente suddivisa in due zone: Old Town, il vecchio nucleo turistico che ha originato il grande flusso che la caratterizza oggi, che è rimasto un semplice centro cittadino con bar, negozi di souvenirs e passeggiate sul lungomare; e Naama Bay, il cuore pulsante di Sharm, dove sono collocati i resort e tutti i locali più alla moda.
In entrambi i luoghi abbondano mercatini e commercianti, che saranno ben lieti di mostrarvi tutti i loro articoli: ricordatevi sempre, anche se sembra strano a chi non è abituato, che è norma generale quella di trattare sul prezzo di qualsiasi articolo, anche la corsa del taxi! Naama Bay è stata definita una piccola Las Vegas: qui infatti troverete molti casinò, discoteche e night club, ma anche ristoranti tipici egiziani, italiani e perfino MacDonald, Hard Rock Café e KFC! Se amate le discoteche ed i club alla moda, non perdete occasione di fare un salto al Pacha, la versione egiziana del famosissimo club nato a Ibiza.
Durante il giorno potrete sbizzarrirvi con le numerose escursioni che vi verranno proposte dai centri diving: da Sharm si parte infatti per recarsi al Parco Nazionale di Ras Mohammed, dove ammirerete una fantastica barriera corallina; ci si può recare al Blue Hole Reef, altro spettacolare punto di immersione al quale si arriva sul dorso di un cammello; oppure semplicemente recarsi sul pontile di uno dei tanti resort, indossare maschera e pinne e partire per una bella sessione di snorkeling oltre il reef.
Oltre alla sua fama di paradiso del diving e regina della vita notturna, in tempi recenti Sharm el-Sheikh si è guadagnata anche l’appellativo di città della pace: infatti ha ospitato numerose conferenze per la pace, ospitando i vicini paesi del Medio Oriente.
Uno dei risultati raggiunti in questo senso è stata la firma del trattato con il quale Israele riconosceva alla Palestina il controllo della Striscia di Gaza.
