Il Tempio di Luxor
Scendendo dal delta del Nilo verso la prima cataratta del fiume, è d’obbligo una visita all’antica Tebe, oggi Luxor, che ospita l’omonimo tempio dedicato agli dei Amon, Mut e Khonsu, la triade divina tebana.
La costruzione del tempio iniziò già durante il regno di Amenhotep III, nella diciottesima dinastia.
Il modo migliore per raggiungere Luxor è sicuramente l’aereo, dato che la città è servita da un aeroporto internazionale; raggiungere Luxor per via fluviale è invece sconsigliabile, in quanto il tragitto è più lungo e faticoso, a meno che non scegliate una crociera sul Nilo che vi permetta di visitare comodamente più luoghi durante il giorno e di riposare mentre navigate durante la notte.
Originariamente la via d’ingresso al Tempio accoglieva i visitatori con sei gigantesche statue di granito alte più di dieci metri raffiguranti Ramses II, terzo re della diciannovesima dinastia: di queste rimangono solo le due centrali, dove il sovrano appare seduto, e sulla destra la statua della sua prima Grande Sposa Reale Nefertari.
Di fronte all’ingresso sorgevano due obelischi, la cui cuspide era rivestita di bronzo: ne rimane soltanto uno, decorato con scene militari che raffigurano le vittorie militari di Ramses II, in particolare la battaglia di Qadesh contro gli Ittiti. L’altro obelisco è stato donato ai francesi nel 1831 ed è situato in Place de la Concorde a Parigi.
L’interno del tempio è costituito da due cortili delimitati da filari di colonne, in posizione obliqua rispetto all’entrata: da qui si accede poi ad un corridoio, decorato in tempi seguenti per volere di Tutankhamon, e quindi al sancta sanctorum dove si trova la cappella della barca sacra e decorazioni che raffigurano la vita di Amenhotep III e la sua origine divina.
Il tempio venne progressivamente abbandonato, dopo essere stato restaurato per volontà di Alessandro Magno.
Addirittura, durante la dominazione araba, venne costruita una moschea sopra il cortile colonnato: si tratta della moschea di Abu el-Haggag.
