I Colossi di Memnon
La necropoli di Tebe, l’attuale Luxor, si trova sulla riva occidentale del fiume Nilo, da sempre considerata dagli antichi egizi la terra dei morti.
Qui si trovano anche i Colossi di Memnon, due enormi statue che si incontrano lungo la strada che conduce verso la Valle delle Regine.
Essi rappresentano gli unici resti del gigantesco tempio funerario dedicato al sovrano Amenophis III: come all’ingresso del tempio maggiore di Abu Simbel, le due gigantesche statue raffigurano il sovrano seduto e sono alte circa venti metri.
Il volto del sovrano, ormai rovinato, guardava originariamente verso Est, quindi verso la terra dei vivi, in netta contrapposizione alla necropoli che si trova alle loro spalle.
Sfortunatamente le statue non sono ben conservate, in parte a causa della roccia friabile di cui sono fatte, in parte a causa delle esondazioni del Nilo, ed in parte a causa di fratture provocate da un terremoto che colpì la zona in tempi molto antichi.
Quest’ultimo avvenimento aveva provocato una fessura tale in una delle due statue che, con le frequenti escursioni termiche, all’alba emetteva uno strano suono simile ad un canto.
Proprio a causa di questa particolare caratteristica, i colossi vennero intitolati al mitico eroe omerico Memnon, che con quel canto avrebbe salutato la madre Eos, dea dell’aurora.
Il danno nella statua che provocava il singolare suono venne fatto riparare dall’imperatore romano Settimio Severo nel 200 d.C.
Anche se i colossi rimangono la parte più visibile e meglio conservata tra i resti dell’originario tempio di Amenophis III, il sito in cui essi sono posti presenta anche due ulteriori statue comunque interessanti: si tratta di due piccole sfingi, una con corpo di leone ed una con corpo di coccodrillo, ambedue purtroppo prive di testa.
Oltre ad esse, rimangono moltissimi resti del tempio sparsi sul terreno, alcuni dei quali con iscrizioni e decorazioni preziose, che potrebbero benissimo essere conservati nelle collezioni dei musei archeologici più importanti al mondo.
