Alessandria d'Egitto
Il suo nome egiziano è Al Iskandariyah ed è la seconda città più importante dell’Egitto dopo Il Cairo: ha origini antichissime, in quanto venne fondata da Alessandro Magno nel 330 a.C., probabilmente al posto di quella che era la città di Rakhotis e dei villaggi ad essa circostanti.
Dopo la morte di Alessandro, che qui fu sepolto, divenne il fulcro del regno tolemaico.
Fu sede della meravigliosa Biblioteca, che secondo la tradizione andò distrutta durante la guerra civile innescata da Cleopatra per la conquista del trono d’Egitto (molti storici ritengono invece che la vera fine della biblioteca avvenne più tardi, addirittura nel 270 d.C.).
Nel 2002 è stata edificata la Bibliotheca Alexandrina, per commemorare l’antico originale e ricrearne il proposito di raccogliere tutte le opere più importanti che siano mai state scritte: sorge sulle rive del Mediterraneo, davanti al lungomare della città vecchia, ed è riconoscibile dalla sua particolarissima struttura che rassomiglia ad un disco inclinato verso il cielo.
Una volta in città, non perdete l’occasione di visitare il Museo Nazionale, dove sono illustrati reperti e manufatti che aiutano il turista a ricostruire la storia dell’antica cittadina egizia e a capire le fondamenta della cultura a cui appartiene.
Molto suggestiva anche la visita all’antica fortezza del Sultano Qait Bey, costruito sulle rovine di quello che un tempo fu il famosissimo Faro di Alessandria: esso andò distrutto a seguito di due terremoti che, nel XIV secolo d.C., ne compromisero irreparabilmente la struttura.
Interessante anche una visita all’Anfiteatro romano, che risale al II secolo d.C., e alla Colonna di Pompeo, una colonna con capitello corinzio eretta (in realtà per volere di Diocleziano) sul sito dell’antico Serapeum, tempio dedicato alla divinità greco-egizia Serapide.
